20/02/2012

Brassato Drum. Brasati di patchanka.

 

l.jpgIl nome è tutto un programma: un gioco di parole tra italiano ed inglese che sottolinea però  tre elementi fondamentali della band: gli ottoni, le percussioni e il ruspante sapore del brasato….

Dopo aver parlato dei Dulco Klo Charm non c’è niente di meglio di parlarvi dell’altra costola dei “defunti” Jabberwokie, ossia i Brassato Drum, nati dall’idea di Andrea Molinari, già fondatore degli stessi Jabber.

 E se il trio di Dulco Mazzoleni rappresenta la continuazione dell’anima più rock/cantautorale, i Brassato Drum ripropongono invece quell’anima forse più root dei Jabber, tornando alla musica di strada strumentale, giocosa e danzereccia.

Ad affiancare Molinari (sax baritono), si è schierato un folto gruppo di ottoni,  Stefano “il Fako” (sax tenore), Ale (sax alto) Rob (ex Orobians al trombone) Stefano (tuba) un’autentica piccola brass band dall’importante impatto sonoro. A questo questi dà motore una doppia ritmica, con Massi alla batteria e Rocky alle percussioni.

Il risultato è una band rumorosa, vivace e incalzante che come progetto sonoro incrocia il patchanka alla Mau Mau e Fabulosos Cadillacs insieme allo ska-jazz. 

Vista l’assenza di un cantante il loro repertorio è esclusivamente strumentale ad eccezione di minime parti di giocoso coro, riarrangiando in maniera originale  brani pescati dalla word music, standard jazz,  brani danzerecci dell’america latina, come pure della musica balcanica, per arrivare a scherzi su musica pop-rock.

I Brassato, si propongono indifferentemente come gruppo di strada nei busker festival o come gruppo da palco come nel caso del concerto al Bopo in cui li ho visti recentemente. Il loro spettacolo, basato su allegria e dinamismo ha bisogno di ambienti caldi, pubblico vicino e un minimo di spazio per poter battere i piedi e perché no ballare, rendendo la loro esibizione un’autentica festa diritmi e suoni. Naturalmente è gruppo da attendere al varco nelle prossime feste estive per danzare sotto le stelle.

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